Archivi per la categoria ‘Recensioni’

Freakonomics: il calcolo dell’incalcolabile

mercoledì, 24 agosto 2011

In Italia abbiamo coniato espressioni ricercate quali “perdita del potere d’acquisto dei salari” e “precariato”, dove l’ingegno è riservato solo alla retorica ed al linguaggio piuttosto che alla ricerca di una spiegazione concreta e verificabile.

C’è un collegamento tra la legge sull’aborto e la criminalità? Tra i lottatori di sumo e gli insegnanti delle scuole elementari? Perché gli spacciatori vivono ancora con la mamma? Il nome di battesimo può determinare un destino? Sono alcune delle domande spiazzanti e provocatorie che si pone Steven Levitt, premiato come il più brillante economista americano sotto i quarant’anni, in un libro che è già ironico e dissacratorio nel titolo: “Freakonomics” letteralmente economia bizzarra, da baraccone.

Maigret e l’uomo solitario

lunedì, 22 agosto 2011

Maigret e l’uomo solitario è ambientato a Parigi nel mese di Agosto. Dunque questo è il periodo ideale per leggere l’inchiesta del commissario uscita da poche settimane per la consueta Adelphi. Siamo a metà degli anni Sessanta però i temi sono ancora attuali perché riguardano l’uomo e non l’epoca. Grazie alle due costanti dello stile di Simenon, un vocabolario essenziale e un percorso progressivo di disvelamento, li scopriamo man mano che indaghiamo insieme a Maigret sull’omicidio di un barbone: ucciso con tre colpi di pistola nella stanza di un palazzo in rovina dove dormiva accatastando oggetti recuperati nelle discariche dei rifiuti. Ha le mani e i capelli inspiegabilmente molto curati: il primo indizio per ricostruire una vita misteriosa che, anzi, alla fine, risulterà ordinaria, simile a quella di tanti altri. Il primo interrogativo è quello più spontaneo: cosa e chi l’hanno portato a vivere in quel modo, perché dietro un clochard c’è sempre una storia drammatica, grottesca, spesso assurda. Ancora una volta la nostra.

Georges Simenon
Maigret e l’uomo solitario
Adelphi
Pagg. 156, Euro 10,00

Il ciclo del Nuovo Messico di Giorgio Scerbanenco

domenica, 21 agosto 2011

Dopo aver rincorso troppi inutili libri, ormai stanchi di pagine che non emozionano e non aggiungono niente, riconciliatevi con la lettura recuperando i romanzi di Giorgio Scerbanenco, ingiustamente accantonato dalla tipica esterofilia italiana che celebra (a ragione per carità) Simenon e il noir anglosassone svalutando però contemporaneamente la valuta locale che oggi nostalgicamente rimpiangiamo solo nel ricordare le vecchie lire.

Sellerio pubblica “La mia ragazza di Magdalena”  e “Rossa”, due romanzi che fanno parte del cosiddetto “ciclo del Nuovo Messico”, western che avrebbero aiutato molti lettori e critici a non considerare “Senza sangue” di Baricco un capolavoro. Ma anche la musica di oggi è una serie di banali cover, tanto i giovani, i maggiori consumatori, sono tali e non conoscono le versioni originali, mentre nessuno riesce ad inventare una nuova bella canzone.

Lo scioglilingua di Giorgio de Rienzo: una guida alla grammatica italiana

sabato, 20 agosto 2011

Non puoi pensare al di là del linguaggio di cui disponi, diceva Heidegger.
I greci antichi avevano più di 100.000 vocaboli e una tale ricchezza linguistica favorì – nell’età di Pericle – la nascita del pensiero occidentale, della filosofia, delle scienze, della politica e della democrazia, e in genere una fecondità intellettuale straordinaria, come in nessun’altra epoca.
Anche il poeta russo Josif Brodskij, premio Nobel nel 1987, quando tenne una famosa lezione agli studenti dell’Università del Wisconsin, raccomandò di aver cura del proprio vocabolario e della grammatica, perché – disse – quello che non si riesce ad esprimere correttamente germoglia dentro di noi, ed implode.

Born Twice: Nati due volte di Giuseppe Pontiggia nella traduzione di Oonagh Stransky

venerdì, 19 agosto 2011

Nell’ultimo libro scritto da Giuseppe Pontiggia, “Prima persona”, lo scrittore ricordava i modi sorprendenti di leggere. Tra quelli più originali dimenticava una sorta di “sabato del villaggio” del lettore: rimandare il più possibile il piacere della lettura di un libro, perché si attendeva da anni, perché già si intuisce importante, perché l’ha scritto l’autore preferito. Ma c’è una degenerazione ancora peggiore di questa, e cioè – per chi conosce una lingua straniera – leggere la traduzione di un libro che si era molto apprezzato in italiano. Alcune canzoni straniere hanno trovato un valore aggiunto una volta rese accessibili agli italiani, popolo di entusiasti doppiatori, ma non sempre si è verificato il contrario.

Eppure, mentre si discute sull’efficacia di una traduzione, sull’adesione rigorosa all’originale o la necessità di tradirlo, per alcuni le tirature sono cifre di almeno sei zeri nonché una conferma: Eco, Manfredi, Tamaro, Tabucchi, Baricco.

Raramente però ci si occupa dei “minori”, quelli che hanno sempre faticato a trovare una diffusione più ampia che moltiplicasse il valore conquistato nel tempo nel loro paese.

Confessioni e anatemi di Emil Cioran

giovedì, 18 agosto 2011

 

È uscito per la prima volta in Italia l’ultimo libro che Emil Cioran - filosofo e scrittore, rumeno ma francese d’adozione in un percorso letterario e linguistico che ricorda quello di Milan Kundera - pubblicò in vita, nel 1987.

Adelphi sta ristampando i testi fondamentali di vari autori del Novecento, tra i quali quelli di Alberto Savinio, Georges Simenon, Giorgio Manganelli, Paul Valery, e i lettori “scoprono” pagine sempre attuali in virtù del loro eccezionale valore.
Cioran, come lo stesso Valery, predilige il frammento, dove “verità e ubbie si susseguono da un capo all’altro” come disse lo stesso autore quando presentò il libro.

Etimologia delle passioni di Ivonne Bordelois

mercoledì, 17 agosto 2011

La famosa domanda platonica “Ti esti?”, “Che cosa è?”, ad esempio cosa è il bello, cosa è il buono, ecc., faceva da base al metodo socratico eidetico.
Nietzsche la ribalta, chiedendosi invece qual è la simbolica sottesa, come sono venute al mondo le cose, che storia hanno avuto;  non fissa il loro significato nella essenza, ma nella storia.
E quello che in fondo fa anche Ivonne Bordelois, linguista e allieva di Noam Chomsky al prestigioso M.I.T., nel suo saggio “Etimologia delle passioni”, avvincente come un romanzo perché dopo poche pagine l’autrice sembra un detective, le parole persone vive e le loro vicende saghe di famiglie in perenne movimento. Le etnie, le lingue e le nazioni si confondono perché, come diceva Emil Cioran, si abita una lingua e non un paese…

La vita accanto di Mariapia Veladiano

martedì, 16 agosto 2011

Avevamo da poco riposto un grande libro: l’esordio di Donatella di Pietrantonio, Mia madre è un fiume, e ancora una volta, in un altro esordio, dobbiamo riconoscere nella scrittura femminile una vetta della narrativa italiana contemporanea. Oggi le donne sono riuscite ad allineare la scrittura con la loro superiorità antropologica, con il loro fardello aggiunto di compiti ed impegni, con i loro sensi aggiunti, come l’ecolocazione dei delfini  o l’olfatto dei cani molecolari. E dunque scrivono libri tanto essenziali (anche questo “solo” 162 pagine), quanto intensi, capaci di osservare e mostrare l’arido vero:  ci basta perché non ha senso dare giudizi o indicazioni. A maggior ragione se riguarda le relazioni affettive, sempre più complesse della nostra capacità di viverle.
Leggendo La vita accanto di Mariapia Veladiano comprendiamo perché una casa editrice come Einaudi abbia “azzardato” un’opera prima al Premio Strega dove spesso si preferisce un nome già consolidato. Un romanzo commovente, dove si aderisce nonostante la storia possa sembrare eccezionalmente triste ed anomala. Innanzitutto perché nella bruttezza straordinaria della protagonista Rebecca c’è parte dell’inadeguatezza di qualsiasi bambino e adolescente;  nonché quella di tutti noi che viviamo in un mondo dove la bellezza è un imperativo morale:  una kalokagathia, il bello è anche buono, pericolosa e fuorviante origine di depressioni, anoressie, crisi di panico e tante nuove malattie. E poi perché ogni famiglia infelice è infelice come tante altre, a dispetto del più bel incipit della letteratura…