In Italia abbiamo coniato espressioni ricercate quali “perdita del potere d’acquisto dei salari” e “precariato”, dove l’ingegno è riservato solo alla retorica ed al linguaggio piuttosto che alla ricerca di una spiegazione concreta e verificabile.
C’è un collegamento tra la legge sull’aborto e la criminalità? Tra i lottatori di sumo e gli insegnanti delle scuole elementari? Perché gli spacciatori vivono ancora con la mamma? Il nome di battesimo può determinare un destino? Sono alcune delle domande spiazzanti e provocatorie che si pone Steven Levitt, premiato come il più brillante economista americano sotto i quarant’anni, in un libro che è già ironico e dissacratorio nel titolo: “Freakonomics” letteralmente economia bizzarra, da baraccone.












