La giovane casa editrice Abscondita ha pubblicato un libricino raffinato, essenziale e intenso, da scovare nelle librerie d’arte e nei bookshop dei musei, soprattutto per valorizzare i talenti trasversali dei grandi maestri, simili agli “uomini universali” del Rinascimento, e che paradossalmente attendono ancora le legittime consacrazioni.
Ad esempio le poesie di Michelangelo andrebbero iscritte nella più grande tradizione letteraria e poetica italiana, anziché essere considerate le “nugae” occasionali del pittore e scultore massimo.
Così come i ritratti di Gaspard-Félix Tournachon, noto come Félix Nadar, sono proprio tali, veri e propri quadri, fosse solo per la forza espressiva e la tensione che quella straordinaria novità storica caricò nei volti ammaliati e nell’occhio di chi cercava di sottrarli all’oblio, una tecnologia che divideva le opinioni tra chi la credeva destinata a sostituire l’iconologia classica e trasformare le antiche arti in un infantile tentativo di imitazione, e chi la disprezzava definendola un’industria degna della folla idolatra, perché illudeva che un risultato identico alla natura potesse diventare arte assoluta.
Il libro numero 58 della serie “Miniature” di Abscondita pubblica innanzitutto un breve testo-testamento-manuale, e poi alcuni dei ritratti più famosi del giornalista, caricaturista e scrittore francese, un personaggio eclettico che si dedicò alla fotografia già dal 1853 e, oltre a ritrarre quasi tutte le personalità e la boheme parigina soprattutto nel periodo che va dal 1854 al 1870, fu una sorta di pioniere.












