Archivio di maggio 2010

Lo stand di una fiera: metafora di un’azienda che resiste

sabato, 15 maggio 2010

Metef-Foundeq, la recente fiera biennale dei metalli di Montichiari, è stata anche un’occasione per comprendere punti deboli e punti di forza dell’industria e della nazione italiana: tante considerazioni sparse trovano spesso in un evento, seppur specializzato, una conferma.

La fiera si teneva dal mercoledì al sabato, per includere una giornata del fine settimana: molte fonderie locali che visitano la fiera non vogliono, con ragione, sottrarre alla produzione una giornata di lavoro settimanale. Peccato che il venerdì mattina sia anche la giornata dedicata al mercato agricolo che nessuna istituzione riesce a spostare, nemmeno una volta ogni due anni. Percorrere i pochi chilometri che separano Montichiari dalla città, dal lago di Garda, dall’autostrada, venerdì mattina significava ore di code e di viabilità impazzita attorno al Centro Fiera.

Luigi Zoja: Odia il prossimo tuo come te stesso

lunedì, 10 maggio 2010

Luigi Zoja, psicanalista junghiano di fama mondiale, dedica l’ultimo libro a Umberto Galimberti. La sua riflessione è infatti contigua a quella del filosofo nonché collega psicanalista: parte dalla rivoluzione contemporanea del concetto di tempo, di corpo, di natura, di altro da sé, tipica dell’età della tecnica.

L’incipit di Zoja è una constatazione drammatica: il comandamento “Ama Dio e ama il prossimo come te stesso” non ha più senso perché, dopo la morte di Dio decretata da Nietzsche, è morto anche il prossimo. La persona che si può vedere e toccare è stata sostituita da un ologramma mediatico, da un avatar virtuale, si fatica a reggere uno sguardo, il tu che rivolgiamo a tutti nasconde in realtà una distanza incolmabile.

Diario americano dagli stati del sud – 3a parte

mercoledì, 5 maggio 2010

3a parte

La Tv americana si chiede come attirare nel mondo del lavoro i “millenials”, i nati tra il 1980 e il 1995. È la cosiddetta “generazione Y”, post baby boomers, poco sensibile all’autorità e all’impegno continuato, desiderosa di autonomia e libertà, appassionata di tecnologia e mondi virtuali ma difficile da trasformare in operai e impiegati. Sono dibattiti patinati che deviano dalla realtà. Più che ammansire e assecondare i capricci delle nuove generazioni si dovrebbe invitarli a diventare responsabili, ad un maggior impegno e rigore.