Si moltiplicano i manuali, i corsi e le scuole di scrittura, ma si legge sempre meno, soprattutto i testi classici perchè oggi il passato è obsoleto, sembra non insegnare nulla.
Controcorrente la casa editrice Mattioli 1885 propone alcuni racconti e romanzi brevi, raccolte di articoli e testi, in parte o completamente inediti in Italia, di grandi autori dell’Ottocento: piccolo formato 12 X 16, la copertina azzurra e ruvida, brossura filorefe con risguardi ad angoli arrotondati. Libri feticcio, da toccare e annusare, tascabili, da estrarre nelle sale d’attesa, nei ritardi e imprevisti di una giornata tipica: ci aiutano a comprendere che la migliore letteratura è eterna, che ritornare al passato non è nostalgia anacronistica ma spesso l’unico antidoto alla noia contemporanea.
Perdersi a Londra con Charles Dickens, o nella notte di Parigi con Guy de Maupassant, accendere un fuoco nel “freddo dannato del bianco silenzio” di Jack London, oppure capire con Aldous Huxley che il guaio della letteratura è quello di avere, a differenza della vita, troppo senso. La letteratura appunto, la scrittura: un’arte, o meglio un mestiere, che per Robert Louis Stevenson merita il massimo rispetto.