Archivio di aprile 2010

Diario americano dagli stati del sud – 2a parte

venerdì, 30 aprile 2010

2a parte

Negli Stati Uniti la crisi industriale è strutturale, simile a quella del resto del mondo, ma sconta al contempo una politica di investimento miope e una consuetudine produttiva diversa da quella europea. Per decenni i beni di investimento durevoli sono stati infatti semplici commodity, un componente funzionale senza particolari “frills”, fronzoli, tecnologici: macchine massicce, costruite per durare a lungo, facili nel funzionamento e manutenzione, perché in officina c’è personale poco qualificato, immigrato in attesa di regolarizzazione e senza istruzione.

Diario americano dagli stati del sud

lunedì, 26 aprile 2010

1a parte

La fiera della fonderia americana si è recentemente tenuta a Orlando in Florida. Per contenere le spese e giustificare un evento biennale, l’associazione dei fonditori di leghe di metallo non ferroso, anche dette “leggere” per il loro peso specifico basso, si è unita a quella delle leghe ferrose (come ha fatto la bresciana Metef, macchine e impianti per alluminio primario e secondario, in programma dal 14 al 17 aprile a Montichiari, includendo anche Foundeq, macchine e impianti per ghisa e acciaio).

Consigli agli aspiranti scrittori: il vero tesoro di R. L. Stevenson

giovedì, 8 aprile 2010

Si moltiplicano i manuali, i corsi e le scuole di scrittura, ma si legge sempre meno, soprattutto i testi classici perchè oggi il passato è obsoleto, sembra non insegnare nulla.
Controcorrente la casa editrice Mattioli 1885 propone alcuni racconti e romanzi brevi, raccolte di articoli e testi, in parte o completamente inediti in Italia, di grandi autori dell’Ottocento: piccolo formato 12 X 16, la copertina azzurra e ruvida, brossura filorefe con risguardi ad angoli arrotondati. Libri feticcio, da toccare e annusare, tascabili, da estrarre nelle sale d’attesa, nei ritardi e imprevisti di una giornata tipica: ci aiutano a comprendere che la migliore letteratura è eterna, che ritornare al passato non è nostalgia anacronistica ma spesso l’unico antidoto alla noia contemporanea.
Perdersi a Londra con Charles Dickens, o nella notte di Parigi con Guy de Maupassant, accendere un fuoco nel “freddo dannato del bianco silenzio” di Jack London, oppure capire con Aldous Huxley che il guaio della letteratura è quello di avere, a differenza della vita, troppo senso. La letteratura appunto, la scrittura: un’arte, o meglio un mestiere, che per Robert Louis Stevenson merita il massimo rispetto.