“Il potere è la maniera più compiuta e densa di assaporare la propria vita”, dice il presidente Momò Casesa (il tipico “saggio” delle consultazioni, delle assemblee, dei partiti e dei congressi), nel capitolo clou de “Gli uomini che non si voltano”, titolo montaliano del terzo romanzo di Gaetano Savatteri, giornalista milanese cresciuto in Sicilia. Un aforisma all’interno di un dialogo esemplare per capire la politica, definita un fiume dove “…o stai dentro o stai fuori.
Se stai dentro allora nuoti, rallenti, vai sotto il pelo dell’acqua, riemergi, ma senti che il fiume è più forte di te. Senti che dietro la prossima ansa o dopo l’ultima rapida potrai riemergere, trionfare, primeggiare”. Dunque dalla politica non si esce mai, se ci si mette temporaneamente sulla riva è per “prendere fiato, per studiare il corso del fiume, per interporre una diga o una chiusa, per deviarne il corso a tuo vantaggio. Stare sulla riva non significa uscirne, significa solo aspettare”.












