Archivio di luglio 2009

Gli uomini che non si voltano di Gaetano Savatteri

giovedì, 30 luglio 2009

“Il potere è la maniera più compiuta e densa di assaporare la propria vita”, dice il presidente Momò Casesa (il tipico “saggio” delle consultazioni, delle assemblee, dei partiti e dei congressi), nel capitolo clou de “Gli uomini che non si voltano”, titolo montaliano del terzo romanzo di Gaetano Savatteri, giornalista milanese cresciuto in Sicilia. Un aforisma all’interno di un dialogo esemplare per capire la politica, definita un fiume dove “…o stai dentro o stai fuori.

Se stai dentro allora nuoti, rallenti, vai sotto il pelo dell’acqua, riemergi, ma senti che il fiume è più forte di te. Senti che dietro la prossima ansa o dopo l’ultima rapida potrai riemergere, trionfare, primeggiare”. Dunque dalla politica non si esce mai, se ci si mette temporaneamente sulla riva è per “prendere fiato, per studiare il corso del fiume, per interporre una diga o una chiusa, per deviarne il corso a tuo vantaggio. Stare sulla riva non significa uscirne, significa solo aspettare”.

De senectute di Norberto Bobbio

mercoledì, 29 luglio 2009

Accompagnato da altri scritti biografici, relazioni, discorsi e lectio magistralis tenute durante il conferimento delle lauree ad honorem, esce in una nuova edizione il saggio “De senectute” di Norberto Bobbio, con alcune pagine inedite scritte due anni dopo la prima edizione, forse perché l’inaspettato prolungarsi della sua vita l’aveva sollecitato ad aggiungere nuove riflessioni.

Lucido e posato, a tratti e a ragione amaro e pessimista, conscio di aver poco tempo e dunque molto attento al numero delle parole ed al loro peso, Bobbio scrive un contributo anomalo e straordinariamente profondo, ricco di molte considerazioni intense sulla vecchiaia, insieme anche il bilancio di una vita, la ricostruzione di un’identità attraverso il ricordo in una forma vicina al dialogo, o meglio al diario come premette lo stesso filosofo nell’incipit, quel diario che si pente di non aver tenuto perché gli avrebbe dato “una grande delizia”.

La persecuzione del rigorista di Luca Ricci

martedì, 28 luglio 2009

La cattiveria ha spesso una natura banale, una motivazione ridicola che la rende ancora più insopportabile e assurda per chi la subisce, ma ordinaria e giustificata per chi la esercita.

Il romanzo d’esordio del pisano Luca Ricci, dopo la pregevole raccolta di racconti “L’amore e altre forme d’odio” che vinse il premio Chiara nel 2006, è un’ottima prova, ammirevole per l’essenzialità della scrittura, la lucidità nella declinazione di un personaggio cinico e sordido ma che non si rivela tale se non nel complesso, quasi alla fine, perché l’occultamento di chi scrive e l’adesione della scrittura al protagonista è tale da rendere tutto normale, apparentemente scontato.

Le ragioni del suo comportamento sono oscure perché appunto troppo meschine per sembrare plausibili, e la sua freddezza è alla lunga imbarazzante tanto è spudorata, tanto è svuotata di ogni emozione e sentimento.

Nicola Gardini: “I baroni” vs “gli artisti” della parola

lunedì, 27 luglio 2009

Skellig di David Almond: Guardare il mondo con gli occhi di un bambino

domenica, 26 luglio 2009

Peccato che ci si occupi di letteratura per ragazzi solo quando interessa anche agli adulti, e allora diventa puntualmente un “caso”. Se non avesse vinto undici premi letterari (tra i quali la Carnegie Medal e il Whitbread Award), ma soprattutto se Philip Pullman e Nick Hornby non ne avessero parlato con entusiasmo, raccomandandone la lettura anche agli adulti, forse “Skellig” di David Almond sarebbe rimasta una fiaba oggi fuori catalogo (la prima edizione fu nel 1998).

Invece è stato ristampato da pochi giorni presso Salani – dopo che Mondadori ha smantellato un intero e prezioso catalogo perdendo appunto anche questo titolo – e nel frattempo è diventato una piece teatrale, un’opera lirica e addirittura un film di prossima realizzazione con Tim Roth nel ruolo del misterioso Skellig.

Un incontro di Milan Kundera: il romanzo siamo noi

sabato, 25 luglio 2009

A chiarire gli argomenti e la natura dell’ultimo libro di Milan Kundera basterebbe l’epigrafe dell’autore: “…incontro delle mie riflessioni con i miei ricordi; dei miei vecchi temi (esistenziali ed estetici) con i miei vecchi amori (Rabelais, Janacek, Fellini, Malaparte).”

Dopo “Il sipario” del 2005 arriva infatti “Un incontro”, quasi un prosieguo del precedente a distanza di quattro anni, forse un unico testo da leggere insieme.

Alcuni sono articoli e contributi datati, ma ripresi o arricchiti negli ultimi tempi, altri sono inediti. Per tutti vale però la ricchezza della continua scoperta e illuminazione, come ci ha ormai abituato lo scrittore ceco.

Ho sposato un estraneo

venerdì, 24 luglio 2009

Il cigno nero di Nassim Nicholas Taleb: prevedere l’impossibile

giovedì, 23 luglio 2009

Sembra assurdo ma è stato proprio il maggior esperto mondiale di incertezza e imprevedibilità a predire l’attuale crisi finanziaria, l’effetto domino dei fallimenti bancari.

“La maggior concentrazione di banche sembra avere l’effetto di rendere meno probabili le crisi finanziare, ma quando queste si verificano assumono una scala più globale e ci colpiscono in modo più duro…É vero, i fallimenti sono diminuiti, ma quando si verificano…Mi vengono i brividi solo a pensarci”, scriveva nel 2007 Nassim Nicholas Taleb ne “Il cigno nero”, il titolo di saggistica più venduto da Amazon nel 2007.